De Laurentiis contro tutti. "In 23mila al San Paolo"

3 Settembre 2020
- di
Redazione MagicoNapoli
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Aurelio De Laurentiis contro tutti
Tempo di lettura: 4 minuti

De Laurentiis contro tutti. Coronavirus, Aurelio De Laurentiis ne ha per tutti. E prima ancora dell’inizio del campionato lo ritiene falsato. "E' un campionato falsato perché nessuno ha avuto la cultura dell'azione meditata. Una controffensiva reazionale, una controffensiva che risponde alla legalità e alla logica, oltre che alla salute”. Poi ammette di aver sbagliato a non cedere Koulibaly e di non aver dato Allan al PSG per Ancelotti.

Coronavirus, Aurelio De Laurentiis e il suo punto di vista

De Laurentiis contro tutti, spiega. “Si può fare questo campionato o non si può fare? Se io non posso stare a contatto come tifoso, non posso neanche fare uno sport di contatto. Si può far fare i tamponi a chi va allo stadio, esibendo il certificato all'ingresso. Le decisioni si riflettono sulla testa dei club. Noi siamo qui per spendere i soldi in nome di un Governo assente e impreparato, sia quello politico sia soprattutto quello calcistico? Tutti buttano il sasso e nascondono la mano. Noi siamo la Lega, devo prendere coscienza che siamo degli irresponsabili, degli stupidoni”. 

Coronavirus, Aurelio de Laurentiis sulle nazionali. 

L’attacco all’Uefa, l’ennesimo dal ritiro. Aurelio De Laurentiis contro tutti, un fiume in piena. “La UEFA deve fare il suo lavoro. Dovrebbero essere il nostro segretariato, invece si comportano come re e regina, FIFA e UEFA. Loro decidono. Adesso, se qualcuno sarà positivo al rientro dalle nazionali, quante cause irrinunciabili ci saranno contro la UEFA e la FIFA? Bisognerebbe chiedere molti danni. Non si mettono solo a rischio i campionati, si mette a rischio la vita. Questo è un gioco, ma anche un'industria. E' inutile che la UEFA stabilisca il Fair Play Finanziario e poi ignora i diritti dei tifosi e delle società che li rappresentano".

Il patron chiede le dimissioni dei vertici del calcio europeo

“Giocare già stasera è follia. Bisogna prendere atto e coscienza del fatto che loro sono inadeguati per stare alla UEFA. Dovrebbero dare tutti le dimissioni. La UEFA è da rifondare, dovrebbe essere acquistata da tutti i club europei. Noi dovremmo chiedergli di andare a casa. Quanti anni sono che vediamo quella sigla e sentiamo quella musica? Non è moderno. I bambini scappano, ne hanno le scatole piene. E' roba che ha fatto il suo tempo, così come ha fatto il suo tempo chi sta alla UEFA. Non è un problema anagrafico, ma culturale".

Il patron su Osimhen

"Tutte le qualità le ha, ma ha soprattutto una qualità importante: è giovanissimo, è un ventunenne che ha perso i genitori in tenerissima età. Ha perso la mamma all'età di due anni e ha perso anche il papà. E' un ragazzo che è cresciuto in un Paese complicato. C'è un bellissimo racconto sulla Nigeria. Ci sono tre gironi nella Capitale, a Lagos. E' incredibile lo stato sociale che c'è lì, sembra di tornare al Medioevo. Per cui il ragazzo ha sofferto tanto e ha imparato cos'è la dignità. Dimostra grande maturità, grande serenità, ma soprattutto una grande dignità".

Calciomercato, apertura a Sokratis

 "Per Sokratis ci stiamo lavorando, stiamo vedendo. Il mercato in uscita è tutta una risata. Nel mondo del calcio le palle si gonfiano a dismisura, sembra che tu stia parlando con delle persone che sembrano semplici ricattatori. Io ormai ci ho fatto il callo, ci nuoto in mezzo. Io sono abituato a nuotare in apnea. E' anche molto divertente, perché quando li sento parlare faccio finta di prestarmi al gioco e con gli occhi accenno quasi un consenso, voglio vedere la sfacciataggine a cui si arriva (ride, ndr)".

Duro attacco a Kiss Kiss su radio Kiss KIss

"Questo è un calcio di disistima in bocca ai napoletani. Io ho 83 milioni di tifosi solo nel mondo occidentale e il tuo editore si ostina a fare una radio che non vuole andare. Io dico basta! Con Radio Kiss Kiss non ci voglio più lavorare. Questa è l'ultima mia intervista su Radio Kiss Kiss".

In 23mila al San Paolo

A De Laurentiis chiedono se gli piacerebbe giocare un’amichevole Napoli-Pescara al San Paolo? "Sì, assolutamente sì. Auspico di avere 23 mila persone allo stadio, ossia la metà della capienza del San Paolo".

Su Allan ai dettagli

Allan è a Liverpool: possiamo ufficializzarlo all'Everton? "Io ho seguito via mail, ma avevo il Cardinale Sepe ospite e mi sembrava maleducato seguire telefonicamente. Dovete chiedere a Giuntoli e Chiavelli. Ora devo andare a verificare se tutte le carte sono a posto. L'ultima volta che ho sentito il nostro avvocato Grassani mi sembrava che fosse tutto a posto, poi non se abbiano già firmato".

Le cessioni di Milik e Koulibaly

"D'ora in poi quando ci saranno delle offerte importanti noi cederemo tutti, anche se stanno con noi da un anno. Ho capito che in questo Paese, che non garantisce nulla, e in quest'Europa, che un disfacimento totale, bisogna vivere alla giornata. E' quello che ci richiedono. Noi faremo le nostre guerre e cercheremo di vincere sempre. Quando mi sono state offerte 110 milioni di sterline, sono stato scorretto a non cedere Koulibaly in Premier". Anche con Allan? "Quella è stata una mia protezione verso Ancelotti. Eravamo nel mercato di gennaio, io ero a Parigi quando mi telefonò l'agente di Allan e mi fece una proposta. Io gli dissi che mi dovevano chiamare i signori del PSG, ma poi non si è fatto vivo nessuno. Chiamai io Al-Khelaifi, gli chiesi se gli interessava veramente. Lui mi rispose che era da vedere, non ha mai parlato di 60 milioni, forse 40-45".

Il Napoli è fregno? "Speriamo che sia fregno e non fregna. Cerchiamo di intostire questa squadra e farla diventare molto maschia. Quando giocherai con una squadra minore, non bisognerà dire che non ci interessa perché questo in Serie A capita. Dovrebbe esserci una maggiore selezione in Serie A e imporre qualcosa sul rafforzamento della rosa. Chi viene in Serie A chiede 'Chi mi presti? Chi non ti pago?'. Se tu in Serie A non puoi starci, non devi starci perché anche tu falsi il campionato. E questo Gravina deve metterselo in testa".

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