L'esultanza del Milan | LaPresse

IL PUNTO SULLA SERIE A. Bocciato all’esame scudetto. Purtroppo è così per il Napoli di Rino Gattuso che esce con tanti interrogativi dopo il big match contro il Milan allo stadio San Paolo. Cercava la garra Rino a fine partita. Voleva un Napoli versione Gattuso e se l’è ritrovato stile Beckham. Troppo narciso, alla ricerca della giocata, contro un Milan che in rosa ha molto più fisico del Napoli. Serviva astuzia, rapidità, non buttarsi negli uno contro uno che la squadra di Pioli è andata continuamente a cercare, togliendo il fiato a un Napoli incapace anche di ripartire dal basso. E invece non è stato così.

La classifica ridefinisce il suo volto, con il Napoli addirittura fuori dalla zona Champions League. Presto per dirlo, ma rimontare stanca, fisicamente e psicologicamente. Fare punti all’inizio è sempre un’ottima cosa per gestire le crisi che in stagione puntualmente arrivano. 

Per questo, archiviata la giornata di campionato, cresce l’ansia per Sassuolo – Inter di sabato prossimo. Sarà un vero test per entrambe. Per De Zerbi per capire quanto è grande la sua squadra, per Conte pure. Guida una formazione davvero pazza, disordinata a tratti, ma capace di grandi risorse mentali e che ha forse la rosa più completa dell’intera Serie A. Molto più della Juventus. 

A proposito dei Campioni d’Italia. Se la capolista Milan mostra un infinito Ibrahimovic, Cristiano Ronaldo resta il fenomeno che tutti conoscono. Anche in una squadra work in progress di continuo. 

Non va sottovalutata la Roma, squadra che nonostante l’emergenza e una società che è sempre in piena ricostruzione, sta trovando risorse importanti al suo interno. Ciò valorizza ancor di più il lavoro di Paulo Fonseca, allenatore da tenere in considerazione, poco appariscente ma tanto pragmatico. Mentre Lazio e Atalanta danno la sensazione di non essere le squadre della passata stagione, chi nonostante la sconfitta interna può essere soddisfatto è il Verona. La squadra di Juric, contro il Sassuolo, ha anche colpito 4 pali in una sola partita. Sfortunata e all’altezza della formazione di De Zerbi, con mezzi tecnici evidentemente inferiori. 

Su Fiorentina, Parma, Torino e Genoa meglio stendere un velo pietoso. Se ne riparlerà più avanti, quando guardandosi indietro troveranno sempre il Crotone. E la loro speranza è che non ci sia solo l’undici di Stroppa.