magiconapoli-totti-maradona-napoli-roma
Maradona e Totti | Magiconapoli.it LaPresse

MARADONA E TOTTI, DUE ETERNI NUMERI 10 – Sin dall’antichità Roma e Napoli sono state spesso legate. Napoli è stata una delle colonie più ricche e belle dell’allora impero romano e nei secoli il loro rapporto non si è mai interrotto.
Napoli e Roma sono così diverse ma tanto simili. Roma è bella che ammalia: ha la mano calda. Basta una carezza, ti possiede e ti fa sua. Napoli ha un fascino diverso. E’ struggente, crea un legame più profondo, viscerale.
Roma, Caput Mundi, è calore, cinismo, fede e un pizzico di disincanto. Neapolis, Città nuova, chiamata così dai romani, è creatività, scaltrezza, religiosità e superstizione.

Due universi paralleli che si sfiorano, anche, sul campo di calcio.
Gli azzurri e i giallorossi possono vantare la presenza in campo di due fuoriclasse, forti come pochi altri nel mondo del calcio.
Secondo Pitagora, matematico greco, il numero 10 rappresenta la perfezione, l’eccellenza.
Teoria ripresa nel calcio. Il 10 è il numero del capitano, del migliore in campo.

Maradona e Totti. Il Pibe de Oro ed Er Pupone. Due, tra i migliori numeri 10 del calcio mondiale.

Perché se a Napoli, Diego è un dio sceso in terra, Francesco Totti a Roma è l’ottavo re.

Fuoriclasse appartenenti a generazioni diverse. Ogni decennio ha visto nascere un campione, gli anni ‘60 hanno dato i natali a Maradona in Argentina, nel 1976 nasce il Capitano, a Roma.

Ma come Napoli e Roma avevano punti in comune.
La stessa passione, lo stesso genio e lo stesso attaccamento alla maglia.
L’argentino ha indossato dal 1984 al 1991 la maglia azzurra, rifiutando proposte vantaggiose in altri club italiani.
Nel 1993, Francesco il Capitano ha indossato per la prima volta la maglia giallorossa, togliendola solo il 17 giugno 2019 quando ha dato un commovente addio al calcio.
Due uomini che nella vita privata hanno fatto scelte differenti, ma che quando scendevano in campo facevano ombra al Vesuvio e al Colsseo, per la spettacolarità del loro gioco.

Totti e Maradona, due parole che accostate fra loro mettono i brividi. I due fuoriclasse incantarono il pubblico dell’Olimpico in occasione della Partita del cuore: gol, gesti tecnici e abbracci. Un feeling e un’ammirazione reciproca che si vedeva chiaramente anche in campo.