Peggiore stagione del decennio per il Napoli

2 Agosto 2020
- di
Redazione MagicoNapoli
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PEGGIOR ANNATA DEL DECENNIO PER IL NAPOLI - La classifica del Napoli non è mai stata così brutta nell’ultimo decennio. Ci riferiamo al piazzamento finale degli azzurri. Quello ottenuto in questa stagione è il peggior risultato conquistato dal Napoli negli ultimi 11 anni. Un settimo posto finale che dimostra la difficoltà dell’annata vissuta della squadra che ha concluso con Rino Gattuso in panchina. Ed è grazie all’arrivo dell’ex calciatore del milan che la stagione ha avuto un senso. Resta, però, la peggiore stagione del decennio.

La notte dei disastri

Per un momento gli azzurri hanno anche accarezzato l’idea della rimonta fino al quarto posto valevole per la Champions League, ma il distacco accumulato dalle prime della classe è stato notevole. Soprattutto, è stato necessario rimettere insieme i cocci dopo la notte di Champions contro il Salisburgo. I calciatori decisero di non andare in ritiro contravvenendo le indicazioni della società. Da un lato la squadra con un Insigne furioso, dall’altro il club con Edoardo De Laurentiis che arrivò allo scontro con la squadra. Al centro uno sconfortato Carlo Ancelotti, sempre più solo. Peggior stagione del decennio che nasce anche da questo episodio.

Peggiore stagione del decennio, ancora con i cambi

Peggio il Napoli ha fatto solo nell'anno 2008-2009. Anche allora ci fu un avvicendamento in panchina. Edy Reja, che degli azzurri stava riscrivendo la storia, lasciò la guida tecnica del Napoli dopo 27 giornate a Roberto Donadoni. Reja fu esonerato dopo 5 anni straordinari all’ombra del Vesuvio, con la squadra che era passata dalla serie C alla conquista di un posto in Europa League. A sancire l’esonero fu la sconfitta contro la Lazio. Fu un addio strano, avvenuto anche dopo che Reja aveva guidato l’allenamento della squadra a Castel Volturno alla ripresa. 

Donadoni, ex allenatore della Nazionale, subentrò per 10 partite. Non riuscì ad incidere su una squadra che aveva chiuso un ciclo, anche se proprio in quella stagione scoprì di avere un Hamsik dalle grandi potenzialità, che si laureò capocannoniere della squadra segnando il maggior numero di reti per degli azzurri, ben 9 pur non essendo un attaccante. Il tutto mentre nel Palermo si faceva spazio un tale Edinson Cavani con 14 reti in A e che anni dopo sarebbe poi diventato un nuovo cacciatore azzurro. Uno dei grandi di mercato ben assestati da parte di Aurelio De Laurentiis. Quel Napoli, perà, concluse addirittura al 12.mo posto.

Nella stagione 2009-2010 gli azzurri arrivarono al 6º posto. Fu l'anno in cui Roberto Donadoni, dopo appena 7 partite, fu esonerato per far spazio a Walter Mazzarri, che iniziò il suo ciclo al Napoli. 

Un toscano dalle grandi motivazioni

Iniziarono così gli anni d'oro degli azzurri, prima il terzo posto in Serie A, poi il quinto con il successo in Coppa Italia, il primo titolo dell'era De Laurentiis. Mazzarri indiavolato in panchina, con le grandi rimonta di una squadra che non si attendeva mai. Il segnale era togliere la giacca.

Nella stagione 2012-2013 gli azzurri arrivano secondi sempre con Mazzarri in panchina e un Cavani stratosferico, autore di 29 gol in campionato. (LEGGI QUI) L'anno successivo la squadra conclude terza, vincendo di nuovo la Coppa Italia ma con Rafa Benitez in panchina dopo che l’allenatore toscano sbarca all’Inter (venendo poi avvicendato da Roberto Mancini). Delusione nella 2014-2015 con il 5º posto in Serie A. Un’eliminazione dalla Champions che non viene ripagata neanche dalla conquista della Supercoppa Italiana. Inizia l’era Sarri e il Napoli è di nuovo secondo nel 2015-2016. Poi terzo l'anno successivo. E di nuovo secondo per due anni, l’ultimo dei quali con Carlo Ancelotti in panchina. 

In questa stagione, la caduta al settimo posto. Nell'anno del cambio in panchina tra Carlo Ancelotti e Gennaro Gattuso ha portato anche la terza coppa italia dell’era De Laurentiis nella bacheca della società. Una stagione atipica, strana, caratterizzata da troppe tensioni. Dopo 15 partite Ancelotti è stato esonerato lasciando il posto a Gattuso. Un flop nell’anno in cui bisognava avvicinarsi ancora di più alla Juventus. Ora non resta che ricostruire, partendo da alcune certezze come Insigne e Mertens e diverse incognite. La peggior stagione del decennio resta però un dato inconfutabile dal quale ricostruire e ripartire.

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