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Rino Gattuso | LaPresse

Zoff, Gentile, Cabrini… a Napoli diventa Contini, Potenza, Manolas… Ricordate la formazione che ci hanno insegnato da piccoli e che recitavamo come una filastrocca? Sì, proprio quella. Zoff, Gentile, Cabrini. Oriali, Collovati, Scirea. Conti, Tardelli, Rossi. Antognoni e Graziani. Perché allo scattare della filastrocca Zoff, Gentile, Cabrini… tutti sanno che stavamo parlando dei Campioni del Mondo di Spagna ‘82. Tranne qualche giovanissimo che se ama il calcio resta comunque imperdonabile per la sua ignoranza calcistica. Si metta a studiare seriamente Pablito e gli altri eroi.   

Ora chiudiamo gli occhi. Trasportiamoci dal Bernabeu di Madrid, 11 luglio anno del Signore 1982, al Training Center di Castel Volturno, il 16 novembre 2020. Ben 38 anni dopo. 

Dopo esserci trasportati ci trasformiamo. Siamo Rino Gattuso, l’allenatore del Napoli, diventato anche lui Campione del Mondo nel 2006. Ci sentiamo feroci, concentrati, determinati. Siamo nel nostro spogliatoio e sappiamo che da lì a poco inizieremo a spingere al massimo sulla testa e sulle gambe dei calciatori del Napoli che domenica si giocano il primato contro il Milan. Immaginiamo che Rino Gattuso voglia provare i movimenti del suo Napoli.

E’ nello spogliatoio, ha messo la sua tuta, le sue scarpette, non se ne frega di farsi bello. E sta già concentrato su quello che dirà alla squadra. Prende i suoi appunti. E Rino è uno che studia tantissimo. E si evolve. Apre l’ultima pagina e legge la formazione per l’esercitazione, quella che ha scritto nella domenica libera. Si fa per dire.

Eccolo l’undici disponibile. Contini. Potenza, Manolas, Maksimovic, Ghoulam. Demme, Bakayoko. Politano, Vergara, Cioffi. Petagna.

Questo gli resta dalle partenze per le Nazionali e se può ancora provare un 11 contro 0 è perché ha chiamato i ragazzi della Primavera. Nomi che abbiamo aggiunto in base ai ruoli, non in base alla disponibilità o alla qualità. Ma non ha un terzino terzo, non ha un trequartista e non ha un esterno sinistro. Il 4-2-3-1 lo può provare solo così.

E Rino lascia lo spogliatoio e percorre quel tratto stretto accanto al campo di Castel Volturno sempre carico di pensieri. E nella mente recita. Contini, Potenza, Manolas. Maksimovic, Ghoulam, Demme. Bakayoko, Politano, Vergara. Cioffi e Petagna. Escono pensieri e frasi irripetibili a dirla così.

Allora non ci resta che gridare viva le Nazionali, che nell’anno più difficile e ricco di impegni hanno deciso di non aiutare i club. E non si risparmiano neanche le amichevoli. Venerdì ci saranno tutti di nuovo a Castel Volturno. Non si sa chi ce la farà ad allenarsi tra infortunati come Victor Osimhen, e altri reduci da viaggi transoceanici. 

Un solo giorno per preparare la sfida al Milan. Ma come fermare Rafael Leao dalla sinistra, a Giovanni Di Lorenzo lo spiega il giovane e talentuoso Vincenzo Potenza?

Malcuit e Llorente, pur non essendo in Nazionale, non fanno parte della lista dei calciatori per la Serie A.