Manolas: "Con Gattuso ho un rapporto speciale. Ancelotti? Non è stata colpa sua"

17 Aprile 2020
- Di
Arianna Botticelli
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Tempo di lettura: 2 minuti

MANOLAS NAPOLI INTERVISTA - Queste le parole di Kostas Manolas, difensore del Napoli, intervenuto a Radio Kiss Kiss in merito all'emergenza Coronavirus, agli allenamenti casalingi, ma anche sul rapporto con Gattuso e l'addio di Ancelotti.

Napoli, le parole di Kostas Manolas

Sull'emergenza Coronavirus e gli allenamenti casalinghi

"Vogliamo tornare in campo e si vede anche da come ci stiamo impegnando a casa. Tutti siamo pronti per proseguire in questo grande lavoro. Sto seguendo il programma che ci hanno dato i preparatori. Poi ho un fisioterapista che mi segue nei periodi di inattività per tenermi in forma". 

Sul tecnico azzurro, Gennaro Gattuso

"È vero, avevamo ripreso il nostro cammino, siamo tornati a giocare come avevamo abituato i nostri tifosi. Peccato che ci siamo dovuti fermare. Gattuso sta facendo un grande lavoro. Anche adesso si mantiene in contatto con tutti e ci dà lo stimolo per continuare a lavorare anche solo da casa che è peggio rispetto a lavorare al centro sportivo. Che rapporto ho con il mister? Molto bello. Sono il primo a essere minacciato in allenamento ma so che lo fa per stimolarmi. Vuole sempre il massimo da tutti e credo che sappia ottenerlo. Non lo conoscevo ma anche visto quanto fatto al Milan penso che abbia fatto miracoli". 

Sulle differenze con Ancelotti

"Posso dire solo belle parole per Ancelotti. Non possiamo criticare un mister che ha ottenuto successi dal primo giorno di allenamento in tutte le esperienze. E' un grande allenatore e una grande persona".

Sul compagno di reparto Koulibaly

"Lo vedevo anche prima di arrivare in azzurro quanto fosse straordinario. In molti dicono che in coppia non funzioniamo ma se guardate i numeri vedrete che abbiamo giocato pochissimo insieme. E' difficile raggiungere un'intesa speciale se non si può giocare insieme. Penso che però, giocando insieme potremo trovarla".

Sulla carriera e il concetto di leader

"Non mi piace la parola leader, perché tutti dobbiamo essere leader. Siamo tutti uguali anche se con ruoli differenti, ma tutti dobbiamo essere leader. Carriera? Ho giocato quasi 450 partite ufficiali a 28 anni. Ora sono un giocatore maturo anche se posso migliorare ancora, come tutti del resto".

Sul Barcellona e la Champions League

"Sì e lo abbiamo dimostrato anche nella prima partita. Il risultato è stato penalizzante perché il Barcellona ha segnato alla prima occasione e noi ne abbiamo sbagliate diverse. Rispetto per tutti, paura di nessuno". 

Sul modulo del Napoli

"Il 4-3-3 è il modulo che il Napoli ha usato negli ultimi anni e in molti sono più abituati a giocare così. Per me però cambia poco il modulo, soprattutto quando giochi contro una squadra piccola, soprattutto quando hai la nostra qualità. Dare la colpa al modulo è un alibi".

Sul desiderio di vincere la Coppa Italia e sul piazzamento in campionato

"Coppa Italia? Un titolo è un titolo, è così che possiamo crescere nella mentalità e nella fiducia. Sì perché in campionato siamo ancora troppo indietro. Non abbiamo la classifica che meritiamo perché abbiamo fatto male all'inizio ma tutti ora abbiamo fame e lo si vede da come seguiamo l'allenatore".

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