Insigne: "5-1 alla Juventus incredibile. Spalletti sta esaltando Osimhen, Lobotka pazzesco"

24 Gennaio 2023
- Di
Emanuele Catone
Insigne Napoli
Tempo di lettura: 2 minuti

NAPOLI INTERVISTA INSIGNE - Poco più di 6 mesi fa Lorenzo Insigne lasciava il Napoli alla scadenza del suo contratto per trasferirsi in Canada al Toronto. Ora quegli azzurri a cui è rimasto legatissimo sono primi in Serie A e sono lanciatissimi verso lo scudetto. L'ex capitano partenopeo ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport dove ha parlato della stagione della squadra di Spalletti.

Napoli, l'intervista di Insigne a La Gazzetta dello Sport

"Scudetto? Non sarò io a sbilanciarmi, ne abbiamo passate troppe e preferisco rifugiarmi nella scaramanzia. Ma sono il primo tifoso, li seguo da lontano e dopo ogni partita mando i complimenti a tutti. Il 5-1 alla Juventus è un risultato incredibile, ho esultato tantissimo. Per noi napoletani ha sempre un sapore speciale batterli, figuriamoci così. L’eliminazione dalla Coppa Italia è stata soltanto un incidente di percorso, non bisogna fare drammi. Spalletti poi sa perfettamente quali corde toccare con i calciatori".

Su Spalletti

"Cura ogni minimo particolare, un lavoro così maniacale porta sempre a qualcosa. Devo fare i complimenti al tecnico e a tutto lo staff, perché la condizione fisica è impressionante: gli azzurri vanno al doppio. Con Sarri eravamo entusiasmanti ma ci mancava qualcosina".

Sulla crescita di Osimhen

"Se può diventare il miglior centravanti al mondo? Certo, migliora a vista d’occhio e il suo potenziale sta venendo fuori. Spalletti ne sta esaltando le caratteristiche uniche come l’atletismo nel gioco aereo e nella progressione, la coordinazione. Sono davvero felice per Victor, è una bravissima persona".

Su Lobotka

"Sta facendo cose pazzesche. Devo essere onesto, quando c’ero io non era il giocatore che è adesso. È un altro motivo per essere grati all’allenatore".

Sulla Nazionale

"Io e Mancini abbiamo un ottimo rapporto, sa che da parte mia c’è la totale disponibilità e che per me la Nazionale è un onore. Poi non credo che la distanza sia determinante, per i migliori calciatori sudamericani funziona così da sempre. Mi dispiacerebbe non essere convocato, ma accetterei la scelta e andrei per la mia strada".

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