Non bisogna mai mollare. Lo sa bene il Napoli di Rino Gattuso che deve correre e voltarsi indietro per difendere con i denti la zona Champions. Per ora, missione compiuta, quando mancano 180’ alla fine del campionato. Al Maradona cade anche l’Udinese 4-1, contro una squadra solida e tratti brillante. Perché il Napoli di Gattuso continua a piacere per l’equilibrio finalmente trovato in retroguardia ma anche per le trame di gioco. Difetti abilmente mascherati e forse senza neanche troppi segreti. Uno di questi, ad esempio, è il telecomando che ha Manolas su Rrahmani, i cui movimenti sono sempre guidati: i due centrali sono strettissimi e non concedono nulla, se non il gol ai friulani. 

Di un Fabian Ruiz ritrovato già si è detto in abbondanza, ma fa sempre piacere vedere lo spagnolo sui suoi livelli e forse un tantino più maturo, capace di prendersi anche le responsabilità nei momenti topici della partita. 

In avanti, invece, è ricerca continua della giocata per la qualità di Insigne, Zielinski e Lozano, mentre Osimhen diventa devastante quando può aggredire lo spazio. E poco importa se non è il nigeriano a sbloccarla, solo perché Musso lascia il piede indietro e d’istinto respinge il pallone dopo la grande giocata dell’attaccante; quando la sfera finisce a Zielinski è un gioco da ragazzi metterla dentro per l’1-0. Napoli avanti, ma non basta per vivere una serata tranquilla. 

Allora ci pensa Fabian Ruiz con una magìa a fare 2-0: un sinistro a giro imparabile per Musso.

Prima dell’intervallo, però, la conclusione di Okaka si infila come nella cruna di un ago e trova una traiettoria perfetta per ingannare Meret, dopo il passaggio tra due avversari. Si va all’intervallo con un gol di vantaggio, ma con tanta qualità espressa dal Napoli nella seconda parte del primo tempo.

Così, nella ripresa il ritrovato Lozano chiude virtualmente la partita segnando il 3-1 e se a Gattuso in panchina non bastasse, ecco arrivare anche il quarto gol con Di Lorenzo che raccoglie su respinta di Musso dopo un colpo di testa di Manolas. Solo la traversa, poi, frena Insigne, autore di una grande conclusione dal lato opposto a quello dal quale abitualmente calcia in porta. 

Domenica Napoli contro la Fiorentina, ma stasera occhio alla tv per sperare in un passo falso delle altre contendenti alla zona Champions. La sensazione, però, è che al Napoli servono 6 punti nelle prossime due partite. Inutile fare calcoli.