Furia Gattuso: "Terrone dimmelo in faccia"

2 Agosto 2020
- Di
Redazione MagicoNapoli
Tempo di lettura: 2 minuti

"Terrone me lo devi dire in faccia"

“Terrone a me, vienimelo a dire in faccia”. Rino Gattuso, allenatore del Napoli, è scattato come una molla. Ha cercato il contatto fisico, ha perso le staffe per un’offesa che non ha digerito assolutamente. Quando qualcuno dalla panchina della Lazio ha usato il termine terrone, Ringhio è diventato una belva. Lo scontro, solo verbale perché fermato, è stato inevitabile. L’addetto stampa della Lazio e un uomo della staff di Simone Inzaghi sono stati al centro delle attenzioni dell’allenatore.

Perché nonostante fosse una partita che aveva ben poco chiedere, Napoli - Lazio è stata carica di tensione. Troppa forse. I biancocelesti puntavano al terzo posto e a far diventare Immobile l’attaccante dei record, ma il Napoli non ha regalato nulla. Rino Gattuso lo ha anche detto: “Negli ultimi anni la mentalità è cambiata. Non si regala nulla”. Non esistono quelle passerelle di fine campionato. Merito, se vogliamo, anche della metà dei diritti televisivi che viene divisa in base alla posizione finale. Soldi che fanno sempre comodo ai club. 

Furioso Gattuso, che non ha voluto il confronto con Simone Inzaghi all’uscita dal campo, negli spogliatoi. Ognuno dalla sua parte. Segnali di distensione ce ne sono stati nelle interviste, Gattuso ha spiegato che doveva essere espulso, con onestà intellettuale. Ma non ha chiesto scusa. Non voleva e non poteva farlo. Troppo grave, onestamente, sentirsi chiamare terrone nel momento in cui si è in panchina, si rappresenta una città come Napoli circondata da troppi pregiudizi.

Il precedente dell'Atalanta

E’ il secondo caso che si ripete. Poche settimane fa anche un dirigente dell’Atalanta aveva utilizzato lo stesso termine contro un tifoso del Napoli. (LEGGI QUI) Il lockdown non ha cambiato la storia. La solidarietà di Napoli per il Nord Italia non è servita. E stavolta la colpa di ciò che avviene non è dei tifosi che stanno a casa, davanti alla tv ad assistere alle partite perdendosi la parte più bella dello spettacolo. La responsabilità è degli addetti ai lavori, che per frasi del genere meriterebbero lunghe squalifiche che siano da esempio. Altrimenti, la scritta Respect che è sulle patch delle maglie delle squadre che partecipano alla Champions League a cosa servirebbe?

Gattuso rappresenta la città

Rino Gattuso è uno che terrone non vuole sentirselo dire. Ha giocato al Nord, all’estero. Ha rispettato tutti. Ma non ha mai dimenticato le sue origini calabresi, il suo mare. Un legame che ha fatto scattare subito l’empatia con la città Napoli, fin dal suo arrivo, nonostante lo scetticismo generale e i disastri della gestione Ancelotti. Gattuso ama Napoli e i napoletani amano lui, la sua genuinità. Soprattutto stimano l’uomo Gattuso, colui che li può rappresentare. E contro la Lazio lo ha fatto.

Il caso non è finito nella lite verbale tra le due panchine. E’ proseguito in sala stampa. Troppa tensione anche tra i giornalisti, perché Napoli - Lazio si è forse portata dietro anche le scorie di un campionato che ha deluso ampiamente i partenopei, ma sotto certi aspetti anche i capitolini. Il Napoli, con il settimo posto, sa di dover ricostruire. Ma il club di Lotito si aspetta di più, dopo aver tallonato anche la Juventus, arrivata al nono scudetto di fila. Un record che qualcuno prima o poi dovrà fermare.

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